riduzione disagio abitativo

In data 30.10.2012 è stato stipulato presso la Prefettura – UTG di Bologna un protocollo d’intesa per far fronte al numero crescente di procedure esecutive di sfratto causate dall’attuale crisi economica.

Si tratta di un accordo stipulato tra i diversi soggetti coinvolti dalle procedure di sfratto (Tribunale, Ordine degli Avvocati, Sindacati degli inquilini e Sindacati dei proprietari) con l’ausilio degli enti territoriali e degli istituti di credito, per favorire la ricerca di soluzioni concordate tra inquilino e proprietario con la finalità di salvaguardare, ove possibile, il mantenimento dell’alloggio in presenza di condizioni che consentano ad entrambe le parti di addivenire ad un’intesa per il normale ripristino o per il rinnovo del rapporto di locazione od in alternativa del rilascio a data certa dell’immobile da parte del conduttore a fronte dell’azzeramento del debito contratto nei confronti del locatore.

A questo proposito è stato stanziato un finanziamento da parte della Regione Emilia – Romagna di 400.000 euro destinato all’erogazione di contributi a fondo perduto a favore degli inquilini che abbiano subito una riduzione della capacità economica a causa di un evento intervenuto a far data dal 01.01.2009.

I requisiti per accedere al beneficio sono previsti dall’art. 2 del protocollo: cittadinanza italiana o di un paese U.E., nei casi di cittadini extra – comunitari, possesso di regolare permesso di soggiorno; contratto di locazione per immobili ad uso abitativo regolarmente registrato; pendenza di un procedimento di sfratto per morosità per la quale non sia ancora intervenuto il provvedimento di convalida o per quelli convalidati che non sia ancora intervenuta l’esecuzione; periodo di morosità massima di 12 mesi; importo di morosità non superiore ad 8.000 euro per immobili situati nel comune di Bologna, 6.500 euro per immobili situati negli altri comuni ad alta tensione abitativa e 5.500 per tutti gli altri immobili; residenza nell’immobile oggetto della procedura di rilascio; possesso documentato di una situazione soggettiva per cui il nucleo familiare residente nell’immobile, a seguito di evento intervenuto a partire dal 01.01.2009, ha subito una diminuzione della capacità reddituale; possesso di un reddito attuale Ide non superiore a 35.000 euro, valore Isee non superiore a 17.500 euro; non titolarità di diritti di proprietà, comproprietà o altro diritto reale di godimento su beni immobili per quote pari o superiori al 50 % relative ad immobili ad uso abitativo situati nella provincia di residenza.

Tale protocollo consente ai beneficiari di usufruire di un contributo per far fronte al pagamento della morosità, ai proprietari di ottenere il pagamento di una parte dell’insoluto.

Infatti, il proprietario rinuncia al 20 % della morosità complessiva che viene aumentata del 10 % in ragione delle spese legali sostenute, il restante 80 % è coperto per il 65 % da un contributo a fondo perduto che non può essere superiore ad euro 3.000 per gli immobili ubicati a Bologna, euro 2.300 per quelli ubicati in comuni ad alta tensione abitativa ed euro 2.000 per altri immobili.

La quota rimanente viene corrisposta in unica soluzione dall’inquilino, il quale può chiedere un finanziamento a condizioni agevolate, agli istituti bancari che hanno sottoscritto il protocollo, per un importo che copra fino ad un massimo del 50 % della somma residua.

L’inquilino può altresì richiedere a condizioni agevolate un finanziamento mensile della durata di un anno,pari al 30 % del canone di locazione, al fine di riprendere l’autonomo adempimento degli obblighi derivanti dal contratto di locazione.

In alternativa, l’inquilino che avesse trovato un nuovo alloggio e che rispetti i requisiti previsti dall’art. 2, può richiedere un finanziamento a fondo perduto pari ai 2/3 della caparra per il nuovo contratto di locazione in due casi: a) qualora le parti addivengono ad un accordo secondo il quale a fronte del rilascio da parte dell’inquilino dell’immobile a data certa, il proprietario rinunci all’intero credito maturato nei suoi confronti; b) qualora lo sfratto sia stato convalidato ma non ancora eseguito.

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