La crescente paura avvertita per il recente fenomeno terroristico, noto come ISIS, ha portato lo Stato italiano a premunirsi di alcune novità legislative, anche in attuazione della risoluzione delle Nazioni Unite n. 2178/2014, adottata dal Consiglio di Sicurezza.

Il nostro codice penale, invero, prevedeva e puniva già il reato di terrorismo anche internazionale, le cui pene erano state aumentate dopo i noti fatti dell’11 settembre 2001.

La nuova normativa incide altresì sul codice di procedura penale, prevedendo nuovi compiti per la procura nazionale antimafia, alla quale vengono affidate anche le competenze antiterrorismo, prendendo all’uopo il nome di “Superprocura”. La novella affida al procuratore nazionale antimafia il coordinamento nazionale delle inchieste sul terrorismo anche internazionale.

Tornando al codice penale, oltre alla previsione punitiva nei confronti della persona arruolata con finalità di terrorismo anche internazionale per il delitto ex art. 270-quater c.p., la nuova legge introduce l’art. 270-quater1 c.p., che disciplina la nuova fattispecie di reato “Organizzazione di trasferimenti per finalità di terrorismo”. Sono puniti con la reclusione da cinque a otto anni sia i “foreign fighters”, cioè coloro che si arruolano per andare a combattere all’estero con i terroristi, sia chiunque organizzi, finanzi o propagandi viaggi in territorio estero finalizzati al compimento delle condotte con finalità di terrorismo.

Il decreto punisce con la reclusione dai cinque ai dieci anni, i c.d. “lupi solitari”, ovvero coloro che si addestrano da soli progettando attentati terroristici nel territorio italiano.

È prevista la misura della custodia cautelare in carcere, la pena accessoria della perdita della potestà genitoriale quando è coinvolto un minore, nonché l’aggravante se i fatti di reato sono commessi attraverso strumenti informatici o telematici. L’utilizzo del web è stato uno dei punti su cui più si è discusso in sede di riforma. La prassi degli ultimi tempi, infatti, ha dimostrato come il web sia una pesantissima arma impropria utilizzata dai terroristi per reclutare persone, soprattutto tra i giovani e i giovanissimi. L’utilizzo del web e in generale degli strumenti informatici per commettere reati di terrorismo (arruolamento, propaganda, proselitismo, ecc.) diventa un’aggravante comportante l’obbligo di arresto in flagranza. A tal fine si è stabilito che la polizia postale e delle comunicazioni debba tenere aggiornata una black-list dei siti internet utilizzati per perpetrare reati di terrorismo, mentre i providers saranno obbligati all’oscuramento dei contenuti illeciti. Il fornitore, invece, per le sole indagini sui reati di terrorismo, può conservare i dati relativi al traffico telefonico e telematico (nonché le chiamate senza risposta) effettuato a partire dall’entrata in vigore del decreto, nonché ha l’autorizzazione all’intercettazione preventiva sulle reti informatiche degli indagati di reati di terrorismo internazionale.

Quanto alle misure preventive, il testo interviene sul codice antimafia, integrando i destinatari delle misure di prevenzione personali con i soggetti che compiono atti a sostegno di organizzazioni terroristiche; introduce la facoltà per il Questore di ritirare il passaporto e sospendere la validità ai fini dell’espatrio in sede di proposta di misure di prevenzione personali; estende l’applicazione delle misure preventive ad una serie di delitti in materia di terrorismo.

Due nuove fattispecie, gli artt. 678-bis e 679-bis introdotte nel codice penale, puniscono con l’arresto e con l’ammenda rispettivamente, coloro che introducono, detengono, usano o mettono a disposizione illegittimamente nel territorio italiano, sostanze (o miscele che le contengono) indicate come precursori di esplosivi, ovvero omettono di denunciare all’autorità il furto o la sparizione delle materie indicate come tali e di miscele o sostanze che le contengono. Chi, invece, omette di segnalare all’autorità le transazioni sospette in merito, sarà sottoposto a sanzioni amministrative.

Gli agenti sotto copertura sono autorizzati ad infiltrarsi nelle carceri nazionali al fine di prevenire l’arruolamento dei terroristi. Il testo, infatti, in via transitoria, fino al 31 gennaio 2016, prevede la possibilità che i servizi segreti effettuino colloqui investigativi con i detenuti per la prevenzione dei delitti con finalità terroristica di matrice internazionale, previa informazione preliminare e conclusiva al procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo (nonchè al procuratore generale presso la Corte d’appello di Roma e al comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica).

Il personale dei servizi inoltre è autorizzato a commettere “reati” nell’ambito delle indagini contro il terrorismo, potendo fruire di una speciale causa di non punibilità, e a rendere testimonianza, anche nei procedimenti penali, sulle attività svolte “sotto copertura”.

È interessante sottolineare come la prevenzione di attacchi terroristici in Italia sia perseguita a 360 gradi, agendo essa anche sugli sbarchi clandestini che quasi ogni giorno interessano le coste del nostro Paese. Così, è stato approvato l’emendamento che prevede l’arresto in flagranza per gli scafisti ed estesa la possibilità di rilasciare “permessi di soggiorno a fini investigativi” anche durante le operazioni di polizia, le indagini o i processi relativi a delitti commessi per finalità di “criminalità transnazionale”. I permessi verranno rilasciati unicamente dalla Questura su richiesta della polizia, dei servizi segreti o della magistratura.

Infine, il testo proroga le missioni internazionali, confermando l’autorizzazione di spesa (circa 870 milioni di euro) per la partecipazione italiana in Europa, Asia e Africa (Kosovo, Cipro, Afghanistan, Corno d’Africa, Libia, ecc.) e per l’operazione “Mare Sicuro” (40 milioni di euro) finalizzata a prevenire attacchi terroristici contro navi commerciali e pescherecci nel Mediterraneo.

Inoltre, sono state aumentate le unità di contingenti militari nel territorio per la prevenzione del terrorismo, soprattutto in occasione dell’Esposizione Mondiale Expo che interesserà il nostro territorio.

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