Il Governo italiano con il suo presidente del Consiglio Matteo Renzi ha presentato il progetto della “Buona scuola”.

Per leggere il testo integrale del progetto clicca La Buona Scuola.

Il progetto governativo è già da tempo al centro di un intenso dibattito, vengono individuati alcuni aspetti positivi ma anche svariati negativi.

Nello stesso tempo è molto importante segnalare che in Parlamento è stata presentata anche una legge di iniziativa popolare (l.i.p.), per la quale tanti cittadini e associazioni da mesi sono impegnati.

Riteniamo utile ed interessante accludere anche il testo di questa proposta di legge, per leggerla lip-scuola-al-senato.
Da ultimo riteniamo che non vada mai dimenticato il dettato Costituzionale.

La Costituzione italiana si occupa di scuola nel Titolo secondo (rapporti etico sociali) della sua parte prima (Principi fondamentali), in particolare con gli articoli 33 e 34.
Art. 33.

L’arte e la scienza sono libere e libero ne è l’insegnamento.

La Repubblica detta le norme generali sull’istruzione ed istituisce scuole statali per tutti gli ordini e gradi.

Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, senza oneri per lo Stato.

La legge, nel fissare i diritti e gli obblighi delle scuole non statali che chiedono la parità, deve assicurare ad esse piena libertà e ai loro alunni un trattamento scolastico equipollente a quello degli alunni di scuole statali.

È prescritto un esame di Stato per l’ammissione ai vari ordini e gradi di scuole o per la conclusione di essi e per l’abilitazione all’esercizio professionale.

Le istituzioni di alta cultura, università ed accademie, hanno il diritto di darsi ordinamenti autonomi nei limiti stabiliti dalle leggi dello Stato.
Art. 34.

La scuola è aperta a tutti.

L’istruzione inferiore, impartita per almeno otto anni, è obbligatoria e gratuita.

I capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi.

La Repubblica rende effettivo questo diritto con borse di studio, assegni alle famiglie ed altre provvidenze, che devono essere attribuite per concorso.

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