lavoro tempo determinato

La l. 28 giugno 2012, n. 92 (riforma Fornero), ha modificato la regolamentazione del lavoro a tempo determinato contenuta nel d.lgs. 6 settembre 2001, n. 368.

In via generale il d.lgs. n. 368/2001 nella versione riformata prevede che «il contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato costituisce la forma comune di rapporto di lavoro» (art. 1, comma 9, lett. a, l. n. 92/2012).
E’ prevista peraltro ora la possibilità di stipulare un primo contratto di durata fino a 12 mesi, senza dover indicare alcuna causale, con la previsione di un maggior costo economico di natura contributiva per il datore di lavoro.

La modifica da quindi la possibilità al datore di lavoro di assumere un lavoratore per un periodo fino ad un anno senza dover dare alcuna motivazione in ordine alla temporaneità del rapporto di lavoro (e quindi senza alcun necessario riferimento a particolari periodi lavorativi che rendono necessarie le assunzione temporanee, stagionalità dei lavori, necessità di sostituire personale assente, ecc)
La novità è stata accolta con atteggiamenti a volte del tutto contrapposti.

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