Il 27 luglio 2009, con atto notarile, è stata costituita la “Associazione per i diritti sociali e di cittadinanza affiliata al Crs”.

Lo Statuto pone in evidenza il fine istituzionale di promuovere senza scopi di lucro lo studio interdisciplinare e la predisposizione di proposte sui problemi di carattere giuridico, economico e sociologico attinenti ai diritti sociali e di cittadinanza.

L’affiliazione alla “Fondazione/Associazione Centro di studi e iniziative per la riforma dello Stato” punta a sviluppare sinergie tra gli approfondimenti e le progettazioni politico-istituzionali e quelli sociali.

Peculiarità importante dell’Associazione, oltre l’approccio interdisciplinare ai problemi, è l’autonomia. Quest’ultima è evidenziata da unaCarta dei valori che sviluppa i principi fondamentali a cui l’Associazione esclusivamente risponde.

Il quadro di riferimento delle attività associative è rappresentato dal progetto emancipatorio tracciato dalla Costituzione e dalla tutela dei diritti primari della persona.

La realizzazione più avanzata di tali diritti viene individuata nelle garanzie nel rapporto di lavoro e nella continuità di un reddito minimo. I valori e le ragioni del lavoro sono assunti a partire dal superamento dei lavori irregolari e precari, che costituiscono un ostacolo al pieno sviluppo della persona umana, e dal superamento delle fondamentali contraddizioni di genere e tra nativi e immigrati. Nel campo del lavoro si privilegiano, altresì, lo sviluppo degli istituti di democrazia economica e la matrice democratica delle fonti regolative, da ricondurre, per quanto possibile, all’autonomia collettiva, contrassegnata dalla preventiva misurazione della rappresentatività degli attori della negoziazione e dalla successiva ratifica da parte degli interessati.

Nella progettazione si prende in costante considerazione anche la dimensione internazionale:  valorizzando l’anima sociale del diritto europeo, contrastando ogni ricorrente tentativo di ridurlo a garanzia della concorrenza ed altresì valorizzando, nelle istituzioni della globalizzazione, l’apertura alle istanze democratiche ed agli strumenti regolativi che, come le clausole sociali, consentono di difendere ed esportare gli standard di tutela acquisiti.

Per la considerazione del livello complessivo dei diritti assunta dal progetto emancipatorio   costituzionale, l’attenzione prestata ai diritti del lavoro e alle garanzie sociali è connessa a quella rivolta ai diritti di cittadinanza e quindi alla sfera delle libertà civili e politiche. Ciò anche: a) per l’ampliamento della dimensione e della complessità dei diritti qualificati dall’evoluzione della ricerca scientifica, economica, tecnologica e filosofica (come ad es. nel campo della bioetica, dell’ecologia, dello sviluppo compatibile, dei beni comuni); b) per l’affiancarsi alla società dei produttori (con i “classici” rapporti di sovra ordinazione/subordinazione) anche della società dei consumi, nella quale la riproduzione delle divisioni sociali fa assegnamento su desideri indotti dall’immagine e dall’apparenza, che possono comportare nuove forme di sopraffazione, confusioni artificiose, disorientamento, raggiro o anche frode; c) infine per la tendenza a rispondere alla complessità o anche al disagio sociale con strumenti di semplificazione autoritaria o puramente repressivi, a cui invece l’Associazione intende contrapporre la progettazione dei “sistemi partecipativi” che implementano gli spazi di trasparenza, di libertà e di vita democratica.

Presentazione tratta da http://www.dirittisocialiecittadinanza.org/default.htm

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