caso cancellieri

L’associazione sindacale avvocati di Bologna e dell’Emilia Romagna (aderente alla a.n.f. – associazione nazionale forense), ha preso posizione con un recente comunicato sullo scottante “caso Cancellieri“.

Riportiamo il testo di seguito.

Il direttivo del Sindacato Avvocati ha valutato la questione di attualità che coinvolge il Guardasigilli, assumendo la posizione che segue.

La vicenda che vede il ministro Cancellieri al centro di un vorticoso scambio di telefonate con la famiglia Ligresti, infatti, non può più essere derubricata a semplice gesto di solidarietà.

Ora più di prima sono ineludibili le sue dimissioni, perché purtroppo la realtà dei fatti ha clamorosamente smentito quanto dichiarato dal ministro, che ha così perso l’autorevolezza che il suo ruolo richiede.

L’aspetto più grave della vicenda Cancellieri, che dovrebbe essere sufficiente, sta da un lato nella ritrosia a parlare con gli operatori di problemi concreti del suo ministero (ad es. con gli enti esponenziali ed associazioni dell’avvocatura ad es. su mediazione, parametri, geografia giudiziaria ecc.), perché di fatto appiattita sulle indicazioni dei burocrati ministeriali, e dall’altro la disponibilità assoluta per gli amici a sentire, a intervenire, ad informarsi, …

Non si tratta di un comportamento adeguato.

Colpisce davvero la commistione del ruolo pubblico con quello afferente i rapporti personali.

E’ francamente impossibile ora tentare di minimizzare l’episodio, che si configura come esempio di un cattivo modo di intendere la politica e l’amministrazione della cosa pubblica, ovvero un sistema di relazioni basato su interessi, anche familiari. Non deve quindi perdersi di vista la questione di fondo: il problema drammatico delle carceri italiane, e la condizione di migliaia di detenuti nei confronti dei quali lo Stato, e quindi il Ministro, devono adoperarsi.

In questo contesto il ministro Cancellieri non può rimanere al suo posto e continuare a svolgere il suo incarico come se nulla fosse, perché l’autorevolezza nei confronti dei vari operatori del settore della giustizia è evidentemente compromessa.

Nell’interesse della giustizia e del sistema carcerario italiano si giunga rapidamente all’epilogo di questa vicenda.

IL DIRETTIVO DEL SINDACATO AVVOCATI DI BOLOGNA

Avv. Giovanni Delucca, Avv. Maurizio Andreotti, Avv. Davide Bacchi, Avv. Lorenzo Casanova, Avv. Giangiorgio Cesarini, Avv. Pierluigi Cevenini, Avv. Francesco Colliva, Avv. Flavia Masè Dari, Avv. Sergio Palombarini, Avv. Vittorio Paolucci, Avv. Bruno Sazzini, Avv. Roberto Vicini

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